Legittimo l’accertamento in base al vecchio redditometro

Legittimo l’accertamento in base al vecchio redditometro

In tema di accertamento dei redditi con metodo sintetico ex art. 38 del d.P.R. n. 600 del 1973, la disponibilità di determinati beni (quali beni immobili e autoveicolo) integra, ai sensi dell’art. 2 del d.P.R. citato, nella versione “ratione temporis” vigente, una presunzione di capacità contributiva “legale” ai sensi dell’art. 2728 c.c., imponendo la stessa legge di ritenere conseguente al fatto (certo) di tale disponibilità l’esistenza di una “capacità contributiva”, sicché, secondo l’ordinanza n. 26672/2019 della Cassazione civile, il giudice tributario, una volta accertata l’effettività fattuale degli specifici “elementi indicatori di capacità contributiva” esposti dall’Ufficio, non ha il potere di privarli del valore presuntivo connesso dal legislatore alla loro disponibilità, ma può soltanto valutare la prova che il contribuente offra in ordine alla provenienza non reddituale (e, quindi, non imponibile perché già sottoposta ad imposta o perché esente) delle somme necessarie per mantenere il possesso di tali beni.

a cura della Redazione Wolters Kluwer

Orientamenti giurisprudenziali:

Conformi: Cass. civ. sez. VI- 5, 1 settembre 2016, n. 17487 Cass. civ. sez. VI- 5, 10 agosto 2016, n. 16912

Difformi: Non si rinvengono precedenti

L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Calabria, che, in contenzioso su impugnazione da parte di L.U.I. di avviso di accertamento per Irpef e Irap 2008 emesso in base agli studi di settore, ha rigettato l’appello dell’Ufficio.

La CTR, aderendo alla decisione di primo grado, ha ritenuto che l’Ufficio non aveva illustrato come avrebbe dovuto gli elementi in base ai quali ha ritenuto inattendibile la situazione reddituale del contribuente esposta in contraddittorio, con particolare riferimento agli immobili, alcuni dei quali ricevuti in donazione, altri acquistati con proventi derivanti dalla vendita di terreni, considerando marginale l’autovettura, in relazione alle spese di gestione.

La Suprema Corte, in accoglimento del ricorso, ha affermato che, in base ad un orientamento consolidato, in tema di accertamento dei redditi con metodo sintetico ex art. 38 del d.P.R. n. 600 del 1973, la disponibilità di determinati beni (quali beni immobili e autoveicolo) integra, ai sensi dell’art. 2 del d.P.R. citato, nella versione “ratione temporis” vigente, una presunzione di capacità contributiva “legale” ai sensi dell’art. 2728 c.c., imponendo la stessa legge di ritenere conseguente al fatto (certo) di tale disponibilità l’esistenza di una “capacità contributiva”, sicché il giudice tributario, una volta accertata l’effettività fattuale degli specifici “elementi indicatori di capacità contributiva” esposti dall’Ufficio, non ha il potere di privarli del valore presuntivo connesso dal legislatore alla loro disponibilità, ma può soltanto valutare la prova che il contribuente offra in ordine alla provenienza non reddituale (e, quindi, non imponibile perché già sottoposta ad imposta o perché esente) delle somme necessarie per mantenere il possesso di tali beni. La presunzione di capacità contributiva “legale” ai sensi dell’art. 2728 c.c., dei fattori-indice posti a base del cd redditometro impone di ritenere conseguente al fatto di tale disponibilità l’esistenza di una “capacità contributiva”, sicché il giudice tributario, una volta accertata l’effettività fattuale degli specifici “elementi indicatori di capacità contributiva” esposti dall’Ufficio, non ha il potere di privarli del valore presuntivo connesso dal legislatore alla loro disponibilità, ma può soltanto valutare la prova del contribuente in ordine alla provenienza non reddituale. Ne consegue che è legittimo l’accertamento fondato sui predetti fattori-indice, restando a carico del contribuente l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore.

La CTR non ha applicato i superiori principi, laddove ha qualificato i parametri di cui al cd vecchio redditometro come “parametri soltanto presuntivi”; ha altresì errato in relazione al riparto dell’onere della prova, laddove ha ritenuto idonea prova contraria l’avere il contribuente ricevuto in donazione alcuni immobili e l’averne acquistato altri con proventi derivanti dalla vendita di terreni, considerando marginale l’autovettura, mentre è il possesso di tali beni a fondare legittimamente le presunzioni poste a base dell’accertamento.